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EDITORIALE LILAC 18/2014

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Nell’era digitale spesso ci troviamo a fare foto con i telefonini.
Immagini che ci sembrano quasi più belle di quelle realizzate con apparecchiature fotografiche sofisticate.
Obiettivi, corpi macchina, esposizioni, tempi, diaframmi e chi più ne ha più ne metta… poi arriva un bambino con un telefonino di ultima generazione e fa una foto che sul suo monitor appare perfetta, bella e anche cromaticamente piacevole (magari anche panoramica già montata).
Ma allora quale è la differenza?
Tantissima, ma il problema è che l’occhio si sta abituando alla ‘bassa qualità’ e a monitor che rendono briallante anche un’immagine che non lo è; ci ‘ingannano’ mostrandoci foto contrastate da software senza i quali l’immagine non varrebbe nulla. Immagini che servono per essere caricate sulla pagina facebook, ma che se portiamo a stampare per l’album dei ricordi già mettono in evidenza dei limiti, figuriamoci se poi dovessimo utilizzarle per immagini di ottima risoluzione… ma questo è l’inizio?
Forse tra qualche anno vedremo fotografi professionisti che lavoreranno attaccati ad un ‘telefonino’ e con un computer vicino… Chissà.
Come qualche anno fa discutevamo della poca qualità delle macchine digitali rispetto alle analogiche, tra qualche anno faremo la stessa cosa tra una reflex e un apparecchio ‘telefonico’ dotato di videocamera? Staremo a vedere dove ci porterà tutta questa tecnologia, comunque siamo sempre alla ricerca della massima qualità e forse in questi anni qualche cosa l’abbiamo persa invece che guadaganta.