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EDITORIALE LILAC 08/2013

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L’inquadratura è fondamentale e siamo noi fotografi a deciderla.
Quello che abbiamo danvanti agli occhi, attraverso le nostre ottiche, può diventare tutt’altra cosa rispetto a quello che gli altri vedono.
Usando tempi e diaframma e soprattutto l’ottica adatta, riusciamo ad ottenere effetti particolari che rendono uninca l’immagine.
In questo numero abbiamo voluto giocare sui “piani” focali utilizzando un corpo e i disegni che lo fanno diventare un quadro.
I tatuaggi vengono realizzati sulla pelle per diversi motivi (e lascio a chi ama queste forme d’arte ogni commento), a me colpiscono moltissimo alcune opere che vedo sui fisici di ragazzi e ragazze e in un certo senso mi affascinano e diventano per il sottoscritto uno spunto diverso per degli scatti un po’ fuori dal comune.
La nostra “modella” ha il corpo disegnato in modo estremamente artistico.
La cover è dedicata al suo tatuaggio tra il seno e il viso, che giocando con un obiettivo “macro” ha dato un risultato scenografico e che, senza spiegazioni, sembra estratto da una tela di un quadro o da un altro supporto… che non fosse un corpo umano.
Il bello della fotografia è anche questo, giocare con l’attrezzatura e distorcere in parte la realtà: questo è il bello della nostra passione.