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EDITORIALE LILAC 04/2013

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La copertina di questo numero mi piace particolarmente perché la reputo una foto “normale” e fattibile da chiunque, anche se tecnicamente e logisticamente ha alcune difficoltà, soprattutto dall’utilizzo della luce artificiale in esterno ai forti contrasti della location.
Il bianco e nero è stato voluto perché spesso ormai con il digitale abbiamo un po’ dimenticato il piacere di “scattare” senza il colore. Chiaramente la foto è stata “trasformata” in un secondo momento in bianco e nero, utilizzando alcune possibilità offerte da photoshop. Personalmente amo di più il colore, perché mi suscita sensazioni più forti e i contrasti mi piacciono, ma il ritratto in bianco e nero ”ha sempre il suo perché”.
In questo numero abbiamo diverse interviste a fotografi del nostro panorama nazionale che sono riusciti a trasformare una passione in un lavoro. Suggerisco sempre agli amatori che vogliono far diventare la loro passione un “mestiere” di leggere con attenzione le interviste di Lilac, perché potrebbero cogliere attraverso le parole dei protagonisti, spunti importanti e suggerimenti che potrebbero aiutarli in alcune scelte.
In molti pensano che per essere fotografi serve solo sapere scattare, ma spesso non basta, perché prima di tutto si diventa imprenditori di se stessi.
Anche i suggerimenti dati dalle modelle che si raccontano sulla rivista sono importanti e in questo quarto numero abbiamo la bellissima e intrigante Alice Bellotto, famosa soprattutto per la squalifca da Miss Italia per alcune foto di nudo, su cui ci sarebbe molto da discutere e che apre una visione stranissima della professione: quasi tutte le modelle devono posare per campagne pubblicitarie poco vestite ed in passerella devono essere disponibili ad indossare abiti le cui trasparenze sono evidentissime. Ma le concorrenti di Miss Italia (concorso di bellezza per future modelle, conduttrici e showgirls) non possono posare senza veli… Uno dei controsensi e dei falsi moralismi di questo mondo (soprattutto quando tra le madrine del concorso ci sono modelle diventat famose
proprio per calendari in cui apparivano completamente senza veli).