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ANIMA.RE 80 IMMAGINI COME ANIME DANZANTI

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Si tratta forse del Genius loci ?
Una sorta di interazione fra tutti gli alberi, le architetture, le rogge, lestatue che fanno percepire a te, viaggiatore del Duemila, l’ identità del luogo.
Ciascun angolo del Parco e dei Giardini contiene un Genius loci la cui presenza continua dà carattere, coesione e “spirito” a questi luoghi. Il Genius loci stabilisce un magico equilibrio tra gli elementi naturali e le culture, rappresentazioni molteplici dell’ essere. E’ custodito nelle arcadiche poesie del cardinal Angelo Maria Durini, nel tronco cavo della quercia più antica, nella colonna ritorta e nelle decorazioni di stucco dell’ Albertolli.

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I popoli dell’ antichità classica legavano ciascun luogo a un particolare nume: ogni fonte, ogni valle, ogni montagna aveva la propria divinità tutelare: “Quando le ninfe nascono, sulla terra ferace nascono con loro querce dagli alti rami o abeti, belli e fiorenti sopra le cime dei monti. Svettano altissimi, sono chiamati templi degli immortali: nessun uomo li recide col ferro ….” (Inno ad Afrodite, Omero). Così anche qui nei Giardini il laghetto par dedicato alle ninfe lacustri e il “Bosco bello” diviene ricettacolo di folletti.
La classicità ci suggerisce che i luoghi possono avere un’ anima e diventare sede di uno spirito del luogo, di un Genius loci. I luoghi si guadagnano l’ anima, attraverso un processo di deposito, di accumulazione di affetti, anche i tuoi, che viene operato dalle diverse generazioni di persone che li hanno frequentati evissuti.

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Anche tu ora stai costruendo l’ identità del luogo, con il fruscio dei tuoi passi e con i tuoi sguardi. Adesso, o viaggiatore, prosegui, più incuriosito di quando sei entrato, il tuo cammino e a leggere le frasi, poste sotto ogni immagine, pensieri di antichi viaggiatori che come me e te si accingono a conoscere l’ anima di questo luogo: l’ anima.re.

Corrado Berretta

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Il progetto è nato da una mia ricerca iniziata qualche anno fa e grazie al Consorzio Villa Reale e Parco di Monza ha preso vita. Volevo dare movimento a scorci particolari del Parco di Monza e della Villa Reale; dare vita a “spiriti danzanti” che creassero armonia in alcuni luoghi meravigliosi della natura all’interno del Parco e che potessero anche mettere in mostra, sotto una luce diversa, gli interni della Villa. Il titolo della mostra racchiude al suo interno le varie
essenze di quello che si voleva rappresentare: Anima.Re.
L’Anima di una persona che danza e che si muove negli ambienti e che si libra nell’aria; Animare dei luoghi e renderli vivi e vivaci, far capire che un parco è sinonimo di libertà di spazio, un luogo dove ci si può muovere liberamente, che è vivo grazie alla vegetazione, a tutto quello che lo circonda e anche grazie a chi lo abita; le ultime due lettere “Re” sono il motivo per cui tutto ruota intorno al parco di Monza e alla sua Villa, voluta dall’Imperatrice Maria Teresa d’Austria e infine utilizzata come residenza estiva dai Savoia.

Riccardo Tagliabue

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